Lombardia Europa 2020

Pubblicato giovedì 26 marzo 2020

Covid, prime risposte europee

La Commissione vara piano articolato per Stati membri, cittadini, imprese, ricerca antivrus

di Redazione Lombardia Europa 2020

giovedì 26 marzo 2020

Il piano rilanciato dalla rappresentanza in Italia dell'esecutivo di Bruxelles. Attivato un sito web costantemente aggiornato con notizie e programmi. Eliminati vincoli di bilancio per gli stati membri.


La Commissione europea mette in campo tutta una serie di iniziative per affrontare la crisi economica e sanitaria legata alla diffusione del coronavirus. In una comunicazione aggiornata al 24 marzo e che riportiamo, la Commissione von der Leyen ha annunciato una serie di interventi ad ampio raggio e attivato un sito web sulla risposta dell'Unione europea al coronavirus (aggiornato continuamente in italiano)

Nella nota rilanciata dalla Rappresentanza della Commissione in Italia si rende noto che la UE si avvale di tutti gli strumenti a sua disposizione per attenuare le conseguenze della pandemia. In particolare si impegna per: Assicurare le forniture necessarie ai nostri sistemi sanitari. Difendere i posti di lavoro. Dare un sostegno alle imprese e assicurare che la liquidità del nostro settore finanziario possa continuare a sostenere l'economia. Consentire la piena flessibilità offerta nel quadro della disciplina degli aiuti di Stato e del patto di stabilità e crescita. Finanziare ricerca scientifica di emergenza per vaccini e terapie.

Sulla sanità è attivato un coordinamento permanente tra la Commissione e le autorità nazionali. La Commissione europea interagisce giornalmente, tramite videoconferenza, con i 27 ministri nazionali della Salute e degli Interni. Nel corso delle riunioni, i leader dell'UE discutono le misure da attuare per contenere la pandemia di coronavirus.

L’agenzia europea per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC)  fornisce alle autorità nazionali linee guida, dati, analisi del rischio e raccomandazioni anche in caso di epidemia come il coronavirus.

La Commissione europea ha  stimolato un aumento della produzione di mascherine, respiratori e altri dispositivi di protezione individuale, e ha avviato una procedura accelerata congiunta di appalto per l'acquisto di nuove forniture. Al fine di poter disporre a pieno dei prodotti presenti in Europa, la Commissione ha inoltre bloccato le esportazioni di dispositivi medici al di fuori della Ue. Le uniche eccezioni devono essere esplicitamente approvate dai governi nazionali. La Commissione ha imposto agli Stati membri di rimuovere le barriere alla circolazione di tali dispositivi all’interno dell’UE. La Commissione ha inoltre deciso il finanziamento e la costituzione di una scorta strategica (come parte dello strumento rescEU) di attrezzature mediche, tra cui ventilatori e mascherine protettive, per aiutare i paesi dell'UE nel contesto della pandemia di COVID-19.

La Commissione europea ha deciso di restringere temporaneamente i viaggi non essenziali da Paesi terzi verso l’Unione europea, e ha pubblicato una serie di orientamenti per garantire l'applicazione coerente dei diritti dei passeggeri in tutta l'UE e contenere i costi per il settore dei trasporti. Gli orientamenti si applicano ai diritti dei passeggeri del trasporto aereo, ferroviario, stradale e marittimo.

Sull’economia via libera al "Whatever it takes”, coniato dall’ex governatore della BCE Mario Draghi ai tempi della crisi finanziaria. A seguito della proposta della Commissione europea di attivare la clausola di salvaguardia generale del patto di stabilità e crescita, i ministri delle finanze dell'UE hanno convenuto di sospendere i limiti di spesa per i bilanci nazionali per dare ai paesi dell'UE spazio sufficiente per combattere la pandemia di coronavirus. È pertanto sospesa la regola che prevede che il disavanzo di bilancio di un paese rimanga entro il 3% del PIL. Nella notte tra il 18 e il 19 marzo, la Banca Centrale Europea ha stanziato un pacchetto di emergenza da 750 miliardi di euro per alleviare l'impatto della pandemia di coronavirus. Nella sua riunione del 17 marzo, l’Eurogruppo aveva dichiarato di essere pronto a prendere tutte le misure necessarie (“whatever it takes”) per azioni coordinate a sostegno dell’economia dopo lo shock del Coronavirus.

Flessibilità anche sugli aiuti di stato. Le norme dell'UE in materia consentiranno eccezionalmente agli Stati membri di agire in modo rapido ed efficace per sostenere i cittadini e le imprese, in particolare le piccole e medie imprese, che incontrano difficoltà economiche a causa dell'epidemia di COVID-19. Il 22 marzo la Commissione europea ha approvato le misure italiane di aiuti pari a 50 milioni di euro per sostenere la produzione e la fornitura di dispositivi medici, come i ventilatori, e di dispositivi di protezione individuale, come mascherine, occhiali, camici e tute di sicurezza.

La Commissione europea propone poi di destinare 37 miliardi di euro nell'ambito della politica di coesione per la lotta contro il coronavirus e per aiutare sistemi sanitari, imprese e lavoratori colpiti dall’emergenza.

1 miliardo di euro sarà riorientato dal bilancio dell'UE come garanzia per il Fondo europeo per gli investimenti, al fine di incentivare le banche a fornire liquidità a PMI e imprese a media capitalizzazione. I finanziamenti così mobilitati, per un totale di circa 8 miliardi di euro, permetteranno di aiutare almeno 100 mila PMI europee e imprese a media capitalizzazione.

E ancora, massima flessibilità sulle spese eccezionali che i Paesi UE sosterranno per contenere l'epidemia, ad esempio nel settore sanitario per misure di soccorso mirate a imprese e lavoratori. Inoltre la Commissione propone di sospendere l'aggiustamento di bilancio in caso di grave recessione economica nella zona euro o nell'UE nel suo complesso.

La Commissione europea provvederà poi a fornire sospensioni dei debiti ai debitori colpiti dalla crisi. E su richiesta delle autorità italiane, prorogherà di un mese il termine per la presentazione delle domande degli agricoltori italiani che hanno diritto a un sostegno al reddito nel quadro della politica agricola comune (PAC).

L’esecutivo di Bruxelles ha anche intenzione di estendere l'ambito di applicazione del Fondo di solidarietà dell'UE includendo la crisi della sanità pubblica, al fine di mobilitarlo in caso di necessità per gli Stati membri più duramente colpiti. Nel 2020 sono disponibili fino a 800 milioni di euro. 

Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione potrebbe anch'esso essere mobilitato per sostenere i lavoratori autonomi e chi ha perso il lavoro alle condizioni stabilite nel regolamento vigente e futuro. Nel 2020 sono disponibili fino a 179 milioni di euro.

Nel campo della ricerca il 17 marzo la Commissione ha informato che sosterrà il lavoro della società CureVac, basata a Tubingen, impegnata nello sviluppo e nella produzione di vaccini anti-Coronavirus, con un sostegno fino a 80 milioni di euro. E a questo proposito ricorda di aver destinato un budget di 164 milioni a disposizione di Start Up e imprese tecnologiche che progettino idee innovative per rispondere all’emergenza Covid-19. Infine sono già stati attribuiti 47,5 milioni di euro per ricerca, diagnosi, trattamenti, sostenendo 17 progetti focalizzati sul coronavirus che coinvolgono 136 gruppi di ricerca in tutta Europa. Altri 90 milioni di euro sono stati stanziati per l’iniziativa di innovazione medica (IMI) con l’industria farmaceutica

 

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